Premessa onesta: se stai partendo e il budget è zero, un logo fatto con Canva è meglio di niente. Il problema non è il fai-da-te in sé: sono gli errori riconoscibili che comunicano «improvvisato» — l'esatto contrario di quello che un logo dovrebbe fare. Eccoli, dal più frequente.

1. Troppi elementi insieme

Icona + nome + payoff + ornamenti + sfumatura. Un logo non è un collage: i marchi che ricordi (Nike, Apple, Lacoste) sono UN segno. Regola: togli elementi finché non puoi togliere più niente.

2. Font visti ovunque (o peggio, vietati)

Papyrus, Comic Sans, Lobster e gli script gratuiti di default smascherano il fai-da-te al primo sguardo. Il font È il logo nella maggior parte dei casi: dedicagli tempo, cerca alternative meno consumate (Google Fonts ne ha centinaia ottime).

3. L'icona-cliché del settore

La casetta per l'immobiliare, la tazzina per il bar, l'ingranaggio per l'officina, la lampadina per «le idee». Se il 90% del settore usa lo stesso simbolo, quel simbolo non distingue nessuno. Meglio un buon lettering del nome che l'ennesima casetta.

4. Effetti del 2009

Ombre esterne, rilievi 3D, sfumature metalliche, bagliori. Il design dei loghi da quindici anni va verso il piatto e il semplice — per una ragione tecnica: deve funzionare ovunque, dal favicon al cartello.

5. Colori senza criterio (né codici)

Quattro colori «perché riempiono», o il blu+rosso che usano tutti. E soprattutto: nessun codice colore definito. Risultato: ogni stampa, ogni post, ogni preventivo ha una tonalità diversa. Scegli 1-2 colori e scriviti i codici HEX.

6. Non funziona in piccolo (o in bianco e nero)

Il test definitivo: rimpicciolisci il logo a 32 pixel (la dimensione del favicon). Si capisce ancora? Stampalo in bianco e nero: regge? Se no, è un'illustrazione, non un logo.

7. Solo un JPEG su sfondo bianco

Il logo serve in vettoriale (SVG/PDF), con versione per sfondi scuri, versione solo simbolo, versione orizzontale. Un singolo JPEG ti bloccherà alla prima insegna, gadget o sponsorizzazione.

8. Il logo «generato» e mai verificato

I generatori AI producono loghi simili per migliaia di utenti — e spesso con elementi non registrabili o già esistenti. Prima di adottarlo: ricerca per immagini inversa e un controllo tra i marchi registrati. Scoprire un sosia dopo due anni costa caro.

Quando passare al professionista?

Quando il brand inizia a generare valore: clienti che arrivano dal passaparola, preventivi importanti, concorrenza vera. A quel punto il logo amatoriale costa più di quello professionale — in credibilità. Una brand identity completa da un'agenzia moderna parte oggi da cifre accessibili anche a una microimpresa.

Il tuo logo è pronto per il salto di qualità? Mandacelo nel brief: ti diciamo gratis cosa terremmo e cosa cambieremmo.