Dal 2020 «aprire l'e-commerce» è diventato il riflesso condizionato di ogni PMI con un prodotto. Ma l'e-commerce non è un sito con il carrello: è un'attività commerciale nuova, con la sua logistica, il suo marketing e i suoi costi fissi. A volte è la mossa giusta. Spesso ci sono strade migliori. Facciamo i conti.
I costi veri (la piattaforma è la parte piccola)
Il preventivo del sito e-commerce (3.000-15.000€) è solo l'iniezione iniziale. I costi che decidono il successo sono quelli continui:
- Traffico: un e-commerce nuovo non lo trova nessuno. Budget advertising realistico: 500-2.000€/mese per i primi 12 mesi. È QUI che muoiono la maggior parte degli e-commerce PMI
- Contenuti: foto professionali, schede prodotto scritte bene, aggiornamenti
- Operatività: gestione ordini, imballi, spedizioni, resi (il 15-30% nel fashion), assistenza clienti
- Commissioni: pagamenti (1,5-3%), eventuale piattaforma, gestionale
Conto della serva: per stare in piedi, un e-commerce ha bisogno di numeri — se il tuo obiettivo realistico è vendere 20 pezzi al mese, i conti difficilmente tornano.
Quando l'e-commerce proprietario HA senso
- Prodotto con margini sani (almeno 50-60% lordi: il marketing si mangia il resto)
- Mercato più ampio della tua zona (altrimenti il negozio/showroom batte il sito)
- Acquisti ripetuti o scontrino medio sopra i 50-70€
- Capacità di investire in marketing per 12-18 mesi senza pretendere il pareggio subito
- Qualcuno (interno o esterno) che lo gestisce DAVVERO ogni giorno
Le alternative spesso più furbe
I marketplace (Amazon, Etsy, eBay)
Commissioni alte (10-20%) ma traffico incluso: per testare la domanda di un prodotto sono imbattibili. Strategia classica: validare sul marketplace, poi costruire il canale proprietario per i clienti ricorrenti.
Il social commerce
Instagram/WhatsApp + pagamento via link: per volumi piccoli e prodotti visivi funziona con investimento minimo. Molte attività locali vendono più così che col carrello.
Il sito vetrina + preventivo/ordine
Per prodotti personalizzati, B2B o ad alto valore: il catalogo online che genera richieste (non checkout) elimina logistica e resi mantenendo la vendita umana — dove le PMI vincono.
Se decidi di farlo: 3 scelte da non sbagliare
1. Piattaforma: Shopify per partire in fretta (canone mensile, ecosistema enorme), WooCommerce per flessibilità e controllo (più manutenzione). Le piattaforme custom sotto i 50k€ di budget sono quasi sempre un errore.
2. Meno prodotti, fatti meglio: 20 schede prodotto eccellenti battono 200 mediocri — per Google e per chi compra.
3. Misura dal giorno uno: costo di acquisizione cliente vs margine. È l'unico numero che decide se il modello regge.
Stai valutando il salto online? Nel brief raccontaci prodotto, margini e ambizioni: ti diremo onestamente se serve un e-commerce, un catalogo o un'altra strada — fa parte del nostro lavoro di strategia.