La maggior parte delle PMI italiane decide il budget marketing così: «quello che avanza». Risultato: investimenti a singhiozzo, canali iniziati e abbandonati, e l'eterna sensazione che «il marketing non funziona». Funziona, ma come ogni investimento: serve un importo adeguato, costante, allocato con criterio.

La regola di partenza: % sul fatturato

I benchmark per le PMI:

  • Mantenimento (sei conosciuto, vuoi restare visibile): 2-5% del fatturato
  • Crescita (vuoi acquisire quote o nuovi mercati): 5-10%
  • Lancio (attività nuova o nuovo mercato): 10-20% nei primi 1-2 anni

Esempio concreto: un'azienda da 800.000€ di fatturato in fase di crescita dovrebbe investire 40-80.000€/anno — cioè 3.500-6.500€/mese. Se la cifra ti sembra enorme, è il segnale che finora il marketing è stato considerato un costo, non un motore.

Come dividerlo: la struttura 40/40/20

40% — Fondamenta (asset che restano)

Brand, sito, contenuti pilastro, SEO. Sono investimenti cumulativi: il sito lavora per anni, l'articolo che si posiziona porta traffico ogni mese. Errore comune: saltarli per andare «dritti alle ads» — è costruire il tetto senza i muri.

40% — Canali attivi (generano domanda)

Advertising (Google, Meta), social, newsletter, eventi. Qui i risultati sono più rapidi ma si fermano quando smetti di pagare. Regola pratica: non più di 2-3 canali finché ognuno non è presidiato bene.

20% — Test e riserva

Nuovi canali, esperimenti, opportunità (la fiera last-minute, il trend del momento). Senza questa quota, ogni novità diventa «non c'è budget».

I 4 errori di allocazione che vediamo sempre

  • Tutto in ads, zero in fondamenta: paghi per portare traffico a un sito che non converte
  • Spalmare ovunque: 200€ a canale su 6 canali = 6 presenze irrilevanti
  • Stop&go: 3 mesi di campagne, 6 di pausa. Ogni ripartenza riparte da zero
  • Ignorare il costo del tempo interno: le 10 ore a settimana del titolare sui social sono il budget più costoso di tutti

E se il budget è davvero piccolo?

Sotto i 500€/mese: scegli UNA cosa e falla bene. Per un'attività locale: scheda Google + sito decente + recensioni. Per un B2B: LinkedIn del titolare + un contenuto solido al mese. La concentrazione batte la dispersione, sempre.

Il nostro lavoro di strategia parte esattamente da qui: capire dove ogni euro rende di più nel tuo caso, non in astratto. Raccontaci numeri e obiettivi: ti proponiamo un'allocazione concreta.